ROMA - A luglio sono state aperte 41.192 nuove partite Iva: in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un leggero aumento (2,9%), e rispetto al mese precedente l'incremento sale al 4,4%. E' il dato che emerge dall'Osservatorio sulle partite Iva del Dipartimento delle Finanze. Quasi la meta' delle aperture e' dovuta a giovani fino a 35 anni e poco piu' di un terzo alla classe 36-50 anni. Il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: il 24,3% del totale, seguito dalle attivita' professionali con circa il 13%. Rispetto al luglio 2012, tra i settori principali si notano i sensibili incrementi delle attivita' finanziarie e della comunicazione (34,2% e 17,3%), mentre i pochi settori in (modesto) calo sono l'agricoltura, i trasporti e le attivita' immobiliari. Si segnala, dopo 10 mesi consecutivi di calo, una lieve ripresa del settore delle costruzioni (+0,8%).

 

La ripartizione per sesso e' relativamente stabile, con i maschi cui appartiene il 64,3% di aperture di partite Iva. La distribuzione per natura giuridica, mostra una leggera erosione della quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva (pari al 72,3%) in favore delle societa' di capitali che superano la soglia del 20%.

Rispetto al luglio 2012 si nota un forte calo di aperture relativo alle societa' di persone (-20,3%) e apprezzabili incrementi per societa' di capitali e persone fisiche, andamento influenzato sia dalle nuove norme che facilitano la costituzione di Srl sia dall'adesione al regime fiscale di vantaggio riservato ai giovani sotto i 35 anni. A luglio, infatti, 10.213 persone fisiche (pari al 24,8% del totale delle nuove aperture) hanno aderito a tale regime, riservato ai disoccupati e ai lavoratori in mobilita', che per cinque anni limita l'imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.

 

A livello territoriale, il 42,4% delle aperture si colloca al Nord, il 23,5% al Centro e il 34% al Sud e Isole; il confronto con luglio dello scorso anno evidenzia, in una prevalenza di aumenti, un andamento molto irregolare, con differenze piu' marcate in Regioni meno popolose (Umbria, Molise e Sardegna con aumenti attorno al 15% e Valle d'Aosta e Calabria con cali di oltre il 10%).
 

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