Vacanze: l'Umbria dei camper arranca. La regione verde offre poche attrattive
di Armando Allegretti
PERUGIA - Tra risparmio e indipendenza tre milioni e mezzo di italiani quest’anno decidono di trascorrere le vacanze in tenda, roulotte o camper. È quanto emerge dall’analisi dell’ultimo “Rapporto nazionale sul turismo 'en plein air' in camper e in caravan 2013” dell'Associazione Produttori Caravan e Camper nel quale è evidenziato che il 9% degli italiani passerà almeno una notte fuori casa nel periodo estivo.
La tenda è preferita dalla maggior parte dei giovani, invece le persone di età più matura e con maggiori disponibilità economiche scelgono di trascorrere le proprie vacanze in roulotte e camper. La Coldiretti, a tal proposito, ha evidenziato come l’economia italiana abbia accolto positivamente la domanda di ben 1,5 milioni di abitanti che decideranno di muoversi su una “casa mobile”.
Ed è così che gli agricampeggi e le aree di sosta attrezzate si sono allargate a macchia d’olio in tutta la penisola. Si stima – riferisce la Coldiretti – che in Italia siano presenti 8mila arre attrezzate per brevi o lunghe soste, aree che rispettano le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all'acquisto dei prodotti aziendali di campagna amica.
E se il fenomeno dell’incremento delle aree di soste va di pari passo con l’offerta turistica, sempre secondo il rapporto presentato, l’Umbria (ahinoi) non è riuscita a cogliere l’occasione e a far aumentare il flusso dei turisti/camperisti.
Infatti è il Nord Italia ad ospitare il maggior numero di aree di sosta, con il 45,1% delle aree totali, di cui 21% al Nord Ovest e 24,1% al Nord Est, seguito dal Centro e dal Sud, rispettivamente con il 26,5% e il 28,4%. Ed è così che l’incidenza del turismo in camper e all’aria aperta sulla domanda turistica totale appare limitata nelle regioni del Sud Italia, in particolare Calabria, Sicilia, Campania e Molise. A queste Regioni si aggiungono, al Nord, Lombardia e Liguria e, al Centro, Umbria e Lazio, dove la capacità di attrazione turistica domestica è minore o uguale a 40 (su una tabella da 0 a 100).
L’Umbria si piazza male anche per quanto riguarda il grado dell’offerta en plein air, il cui massimo livello è rappresentato da campeggi e da aree multifunzionali per la sosta dei camper, in questo caso, alcune Regioni hanno una specializzazione dell’offerta all’aria aperta superiore alla media, come Marche, Puglia, Abruzzo e Toscana mentre altre presentano una specializzazione particolarmente contenuta, come Umbria, Lazio e Calabria (con indicatore sempre inferiore a 40). Probabilmente anche perché nelle regioni con indici minori si trovano spesso aree di sosta a conduzione privata. In effetti il dato è confermato anche dalla specializzazione dell’offerta dedicata ai turisti en plein air e itineranti che raggiunge massimi livelli nelle Marche, in Puglia, Abruzzo, Toscana e Valle d’Aosta, mentre Trentino Alto Adige, Umbria, Lazio e Calabria presentano un livello di specializzazione basso.
Nonostante l’Umbria nel Titolo II della legge regionale n.115 del 2006 introduce una “disciplina a tutela del fenomeno sempre più diffuso del camperismo, in modo da garantire a questa tipologia di turisti i servizi essenziali”, invitando all’art. 44 i Comuni a prevedere aree attrezzate per la sosta di autocaravan e caravan, realizzate nel rispetto dell’art. 185 comma 7 del Codice della Strada i camper nella nostra regione sono sempre meno frequenti e devono andar a metter tenda altrove…




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