Reddito disponibile, un decennio nero
di Bruno Coletta
PERUGIA - Il reddito disponibile reale (ossia al netto dell'inflazione) pro capite medio delle famiglie consumatrici, nel decennio 2001-2011 (il 2011 è l'ultimo anno per il quale ci sono i dati dell'Istat), in Umbria è sceso più del doppio rispetto alla media italiana. Un calo molto forte, ovviamente concentrato dal 2008 in poi a causa della recessione. Ma il dato negativo dell'Umbria rispetto alla media nazionale non deriva solo da quanto il reddito disponibile medio pro capite delle famiglie è sceso nel periodo 2007-2011 (il 2007 è l'ultimo anno pre recessione, scoppiata nella seconda metà del 2008), quanto dal fatto che anche nel periodo 2000-2007 il reddito disponibile medio reale in Umbria è andato assai meno bene rispetto al dato italiano.
In sostanza, il quadro che viene fuori dai dati del Rapporto Istat sul reddito disponibile reale medio pro capite delle famiglie consumatrici italiane è il seguente: dal 1995 al 2000 in Umbria cresce più della media nazionale. Tra il 2000 e il 2005 il reddito nella regione continua a crescere, ma stavolta meno della metà rispetto al dato italiano; dal 2005 al 2007 il dato umbro entra in territorio negativo, mentre a livello nazionale si mantiene il segno più (anche se molto meno marcato rispetto agli anni precedenti); dal 2007 al 2011, con l'arrivo della recessione, è notte fonda per tutti, ma in Umbria ancora più fitta rispetto alla media nazionale.
Per chiarezza, il reddito disponibile è quello che resta dopo aver tolto alle entrate (compresi i redditi da capitale se positivi, le prestazioni sociali e così via) le imposte dirette e indirette, i contributi sociali e altre voci (ad esempio, i redditi da capitale se negativi). In sostanza, è quello che, alla famiglia o alla persona, resta da destinare al consumo e all'eventuale risparmio.
In realtà, l'andamento del reddito disponibile pro capite reale è ancora peggiore di quanto non risulti dai conti dell'Istat. Perché, ad esempio, il pagamento delle tariffe pubbliche o para pubbliche (gas, acqua, parcheggi...), aumentate molto più dell'inflazione, rientra tra quello che resta alle famiglie da spendere e da risparmiare, mentre in realtà si tratta - di fatto - di una vera e propria tassazione.
I numeri del decennio
Nel decennio 2001-2011, come si può osservare nella tabella in basso a destra, il reddito disponibile reale medio pro capite delle famiglie consumatrici scende in Umbria del 10,63%, mentre in Italia il calo è meno della metà, -5,04%. In termini nominali (ossia compresa l'inflazione), il reddito disponibile nel decennio 2001-2011 aumenta dell'11,87%, ma a questo va tolta l'inflazione, che nel decennio è stata del 22,5%. Il risultato reale del reddito disponibile medio pro capite diventa, pertanto, -10,63%. Ovviamente, stessa cosa per il dato nazionale (aumento nominale del reddito disponibile 2001-2011+17,46%, inflazione 22,5%, risultato reale -5,04%).
La scansione dei vari periodi
Andando indietro, come detto il reddito disponibile reale medio pro capite delle famiglie umbre tra il 1995 e il 2000 aumenta (+5,8%) più di quello nazionale. Tra il 2000 e il 2005 il dato umbro - sempre in termini reali - è +2,65%, meno della metà di quello nazionale (+5,96%). È in questo quinquennio, quindi, che l'Umbria comincia a perdere terreno su questo fronte.
Tra il 2005 e il 2007 l'Umbria fa -0,32%, mentre la media nazionale +1,65%. Il fiatone della regione cresce e il passo non regge quello della media delle altre regioni.
Gli anni della crisi vedono il reddito disponibile reale pro capite scendere, tra il 2007 e il 2011, del 9,49%, più del -8,76% del dato italiano.
In sostanza, l'Umbria dal 2000 va più lenta degli altri in termini di disponibilità economiche delle famiglie consumatrici.
Un'ultima notazione. Il fatto che si parli di reddito medio pro capite può penalizzare l'Umbria, che negli ultimi quinquenni ha evidenziato un aumento della popolazione - e delle famiglie - superiore alla media nazionale. Ma, anche correggendo i dati per questo fattore, il quadro sostanzialmente non cambia. Senza contare che, se si considerasse il 2012, anno difficilissimo, il conto dell'andamento del reddito disponibile - in Umbria come in Italia - diventerebbe ancora più forte. Non resta che attendere i nuovi dati Istat per saperlo con esattezza, ma è certamente così.
da Il Giornale dell'Umbria




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