Da una sommessa nota dell'Amministrazione comunale di Gualdo Tadino, a firma dell'assessore Paola Gramaccia, si apprende che ad estate abbondantemente inoltrata anche i giardini pubblici della nostra Città godranno finalmente di un po' di cura e d'attenzione da parte di lor signori e signore.

Per la verità, si è anche appreso che la manutenzione dell'unico vero parco cittadino (o meglio dell'unico ex parco cittadino) non è tra i compiti che questa Giunta si ascrive e si sente in dovere  di assolvere direttamente, visto che per quel po' di lavori di pulizia annunciati s'è fatto ricorso all'utilizzo di un lavoratore socialmente utile in regime di mobilità, come se tra Comune ed ESA, volendo, non si sarebbe potuto o non si potrebbe intervenire con maggiore costanza e puntualità, grazie ad una migliore e più razionale organizzazione dei lavoratori in disponibilità. Un messaggio non proprio esaltante quello che trapela da questa comunicazione: dovremmo forse aspettarci che la crisi metta sulla strada altri povericristi per ottenere un po' di manutenzione ordinaria della Città e dei suoi luoghi storici e più importanti di socialità???

 

Parrebbe di sì, con l'unica alternativa di vedere talvolta qualche assessore impegnato in una manutenzione pubblica fai da te. Intenti e fioretti lodevoli più da libro Cuore di De Amicis, però, o, se si preferisce, miserie propagandistiche più alla Mussolini mietitore di grano a dorso nudo, che azioni razionali di una qualche utilità pubblica, di un qualche rilievo amministrativo e di una qualche efficacia reale. Gli assessori non sono chiamati a farsi immortalare nel mentre innaffiano qualche fiorellino, ad improvvisarsi provetti fontanari o ad ostentare episodicamente del volontariato da giardinieri, ma hanno il dovere di concepire ed organizzare delle soluzioni ai problemi che si pongono, non una semper o una tantum, ma continuativamente nel tempo e con modalità organizzative proprie della pubblica amministrazione. Le tasse si pagano per dei servizi, non per il volontariato di qualche assessore.

 

Nel caso in questione, sono passati esattamente due anni da quando lanciammo quella straordinaria iniziativa di “Per Natale regaliamoci i giardini”, con la quale nel giro di breve tempo circa 600 tra gualdesi e turisti sottoscrissero la petizione per farli tornare tra le priorità dell’Amministrazione comunale e per pretenderne un progetto di rifacimento. Da allora non è stato fatto niente quasi per dispetto, probabilmente, e lo stato di degrado in cui si presentano oggi si è fatto irreversibile: l'unica scena degna di nota che si registra è di quel povero lavoratore che qualche giorno fa è stato mandato in perlustrazione perfino con un decespugliatore, a tagliare un'erba che, come è noto, non c'è più, quasi a dimostrare un'ignoranza di fondo su quello che si sarebbe dovuto fare e non s'è fatto.

 

Chissà dove sono finite tutte quelle anime belle che in altri tempi si indignavano giustamente perché si indugiava nell'innaffiare le aiuole per più di tre o quattro giorni o perché si ritardava di una settimana nel taglio dell'erba, la stessa erba che negli anni del Grande Cambiamento è scomparsa e ci hanno dato il sale sopra? Dove sono finiti quelli che al tempo chiacchieravano di faraonici progetti e producevano tonnellate di carta informatica per pretendere il risanamento di una ferita lieve mandata oggi in cancrena? E dove sono i finiti i dossier fotografici artefatti di chi diceva di avere a cuore Gualdo?

 

Se i giardini pubblici dovranno attendere ancora qualche Natale e l'alternativa popolare, civile e di sinistra prima di tornare in vita, questa Giunta s'è fatta dono degli ombrelloni fotovoltaici, o meglio ha fatto dono di 25 mila metri quadrati di diritto di superficie per l'installazione di pensiline fotovoltaiche, in cambio di soli 27mila euro all'anno scarsi. Non è questione di estetica, ma di democrazia energetica e di quel poco o punto che ne viene al Comune ed alla collettività. Non stridono i due livelli di attenzione di questa Giunta nei confronti dell'utilizzo e della gestione dei beni comuni? Si rovescia lo spirito dell'articolo 42 della Costituzione della Repubblica: dalla funzione sociale della proprietà privata alla funzione privata della proprietà pubblica laddove conviene a pochi, nel mentre le aree di maggior interesse sociale di cui tutti dovrebbero fruire vengono lasciate in stato di completo abbandono e ci si ricorda di intervenirvi solo con una comanda di un lavoratore socialmente utile.

 

Tale è il caso dell'unica e più storica area verde potenzialmente fruibile in tutto il centro storico che Meriterebbe ben altri interventi ed attenzioni da parte della pubblica amministrazione locale, per il godimento dei gualdesi e dei foresteri nella stessa Città che si vorrebbe rendere turisticamente attrattiva.

 

A tutti noi i “nostri” giardini pubblici, al Sindaco ed alla Giunta i “loro” ombrelloni fotovoltaici.

 

Gianluca Graciolini

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