PERUGIA - La Giunta regionale dell'Umbria, nell'ultima seduta, ha approvato la delibera che dà il via alla fase attuativa che porterà nel mese di settembre alla istituzione di un fondo di rotazione per un ammontare di 12 milioni di euro destinato al sostegno di programmi di sviluppo delle piccole e medie imprese.

 

"La Giunta regionale - spiega l'assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi -  ha avviato la procedura con la Commissione Europea per l'attivazione di un fondo rotativo nell'ambito del Programma operativo della Regione Umbria del Fondo europeo di sviluppo regionale attraverso l'utilizzazione di  risorse provenienti da vari assi del Programma stesso, per un ammontare complessivo pari a 12 milioni di euro".

 

"Si tratta di uno strumento inserito nel programma annuale di politica industriale - rileva l'assessore regionale - nel più ampio contesto del pacchetto di misure ed interventi per un complesso di 600 milioni di euro che l'amministrazione regionale metterà in campo nei prossimi dodici mesi per contrastare la crisi economica. In esito alla definizione della procedura di autorizzazione comunitaria, che avverrà presumibilmente nel mese di settembre, avvieremo il confronto concertativo con le parti sociali per la definizione delle modalità operative dello strumento".

 

Il fondo rotativo opera attraverso la concessione di prestiti ad un tasso di interesse agevolato a favore di medie e piccole imprese che intendono avviare programmi di investimento in tecnologie innovative, espansione sui mercati nazionali ed esteri, sviluppo di progetti di industrializzazione di risultati di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, "start up" di iniziative imprenditoriali finalizzate alla ripresa di attività in crisi in settori e su filiere produttive strategiche per le politiche industriali regionali.

 

"Il fondo rotativo già sperimentato in Umbria con la legge sull'imprenditorialità giovanile, il microcredito, gli interventi a favore delle imprese cooperative e specifici strumenti di ingegneria finanziaria come i prestiti partecipativi - sottolinea Riommi - assume con la nostra iniziativa un ruolo fondamentale nelle politiche industriali regionali. Pensiamo, infatti, che l'avvio su larga scala di questa tipologia di strumentazione, oltre che anticipare uno degli interventi cardine della programmazione comunitaria per il settennio 2014-2020, possa rivestire un ruolo importante  in questa fase critica per l'economia regionale".

 

"Attivare canali di finanziamento non bancario per superare un 'credit crunch' conclamato - prosegue l'assessore regionale allo Sviluppo economico - ridurre il costo della provvista finanziaria e quindi il grado di rischio degli investimenti e dei programmi di espansione, favorire la ripresa produttiva nel caso di nuove iniziative industriali che rilevano aziende crisi, rappresentano gli obiettivi  specifici che ci proponiamo di raggiungere".

 

"Un'iniziativa - conclude Riommi - che ci proponiamo di integrare operativamente  con le banche in grado di cofinanziare i progetti che saranno ammessi a contributo dal fondo per massimizzare la leva operativa delle risorse pubbliche e con gli strumenti di garanzia e di supporto alla capitalizzazione  d'impresa gestite dalla società finanziaria regionale Gepafin".

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