di Renzo Massarelli

 

PERUGIA - E' difficile spiegare a chi non lo sa cosa si prova quando non si riesce a dormire più notti di seguito, ripetutamente. Non per problemi di salute, si capisce, ma quando si sta a casa e la mattina ci si deve alzare per andare al lavoro. Non dormire per troppi schiamazzi, suoni, urla, quando il popolo della notte si sveglia mentre gli altri vanno a dormire, gli uni nella strada o dentro un locale, gli altri nelle loro case, soli e disarmati. La città è il luogo dei conflitti, un campo di battaglia invisibile dove, semplicemente, si rincorrono gli interessi compositi e spesso divergenti di una comunità. Districarsi dentro questa babele di linguaggi è piuttosto complicato, tuttavia, la città resta il luogo più piacevole dove vivere e passeggiare, dove passare il tempo e dove, persino, lavorare. Per abitare decentemente in una città basterebbe rispettare le regole e avere un po' di rispetto per gli altri, ma non sempre succede.

Il caso del Morlacchi, non il teatro ma il caffè che è un bel locale che guarda la stessa piazza, anch'essa battezzata come il compositore perugino, è in questo senso esemplare perché ogni tanto arrivano i vigili e trovano qualcosa che non va. L'ultima visita è stata della Asl e dell'Arpa, che è l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente che in quell'occasione doveva stabilire se il livello del rumore prodotto dai frequentatori del locale, cioè l'inquinamento acustico, fosse compatibile con i limiti imposti dal regolamento comunale per quella zona. I dati raccolti non sono stati incoraggianti per i responsabili della gestione del bar. Da qui la decisione dei dirigenti del Comune di Perugia di imporre la chiusura alle ore 23 per un anno. Ora, le proteste del noto locale e dei suoi affezionati avventori che si sono subito alzate da Piazza Morlacchi sono comprensibili. Ognuno difende i propri interessi ma ciò che ha destato stupore è stata una singolare iniziativa dei gruppi del consiglio comunale, di destra e di sinistra, di maggioranza e di opposizione. In una mozione cosiddetta "bipartisan" i politici di palazzo dei Priori hanno chiesto alla Giunta comunale di sospendere il provvedimento senza neanche chiedersi se una cosa del genere fosse possibile. Può una Giunta comunale, il sindaco di una città, ignorare il lavoro di una agenzia pubblica e il risultato di una indagine e cancellare le determinazioni dei dirigenti che rispondono in prima persona del rispetto delle regole nel loro comune? Un consigliere comunale non dovrebbe metterci molto tempo a rispondere a questa domanda. Invece le cose non sono andate così, tanto che gli stessi dirigenti hanno dovuto ricordare agli inconsapevoli consiglieri che la loro mozione bipartisan non era ammissibile.

Di fronte a questa figuraccia la questione si sarebbe dovuta chiudere subito, il più silenziosamente possibile. Invece no. Due consiglieri comunali, che non sono tanti ma sono pur sempre i rappresentanti della maggiori forze politiche presenti in consiglio comunale, rigorosamente bipartìsan, cioè destra e sinistra, non si sono dati per vinti e hanno elaborato un'idea ancor più sorprendente. Che è questa. Se in piazza Morlacchi il rumore è troppo forte alziamo in quella zona il livello ammissibile previsto dal regolamento comunale. Il che è come quei tecnici che di fronte a una bottiglia d'acqua inquinata cambiano i limiti di potabilità. Così l'acqua sporca diventa pulita per decreto. Ora dobbiamo aspettare cosa pensa il consiglio comunale. Dei residenti nessuno si preoccupa. Dicono che siano in tre a protestare. Tre è come nessuno di fronte all'esercito della notte, alle proteste del web e, soprattutto, agli enormi interessi che muove nel centro il commercio degli alcolici. In realtà tre persone, cioè tre famiglie che riescono ancora a protestare e a impegnarsi per difendere un diritto considerato quasi niente nelle istituzioni, tra l'opinione pubblica e persino nei media, sono tantissime se si pensa a tutte quelle che sono già scappate da quella zona, disarmate e impotenti. Tra un po', in consiglio comunale, qualcuno presenterà una mozione contro le risse in centro e magari contro l'uso eccessivo di bevande alcoliche. Chiederanno più polizia e chissà cos'altro. Il rispetto delle regole no, il rispetto delle regole è la cosa che ci viene meno bene. E magari basterebbe.

 

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