Crisi fascia appenninica, l'intervento del consigliere regionale Manlio Mariotti
Perugia – In merito alla crisi della fascia appenninica è intervenuto il consigliere regionale del Partito democratico Manlio Mariotti, che ha sottolineato l’urgenza di un intervento sul governo nazionale per modificare l’accordo di programma stipulato con le Regioni Umbria e Marche e rendere così più aderenti alle esigenze del territorio i criteri per accedere ai finanziamenti. In concreto il consigliere del Pd chiede la costruzione di un “pacchetto di vantaggi localizzativi, diretti, specifici, circostanziati, se possibile anche di natura fiscale, che renda appetibile intraprendere, fare sviluppo e dare lavoro nell’area appenninica”. Manlio Mariotti ha evidenziato, inoltre, l’esigenza di adattare uno strumento alla realtà economico-produttiva e alle finalità “per le quali lo si è pensato”. “Da questo punto di vista nemmeno la rimodulazione operata a fine anno scorso ha prodotto i miglioramenti auspicati – ha spiegato Mariotti -. È chiaro ormai che tanto il riferimento legislativo sul quale poggia l’operatività dell’accordo (legge 181/89), quanto la gestione e l’attuazione che Invitalia ha fatto dell’accordo stesso si sono rivelati inadeguati a concretizzare ricadute ed effetti positivi nell’area di crisi interessata”. “Va ricordato che quel piano di sviluppo che, tramite incentivi agli investimenti e alla occupazione e servizi di orientamento e informazione – ha aggiunto -, avrebbe dovuto realizzare attrazione di nuovi investimenti, sostenere la crescita e la qualificazione delle imprese esistenti e favorire il reimpiego dei lavoratori della ex Antonio Merloni non ha ottenuto, ad oggi, riscontri e risultati apprezzabili”. “Non è giustificabile che ci siano oltre 17 milioni di euro disponibili che non si è riusciti ancora ad impegnare per iniziative produttive – ha ricordato ancora - in grado di alleviare i gravi disagi sociali derivanti dalla drammatica caduta dei livelli occupazionali. E il rischio che si corre, perdurando l’incapacità ad utilizzarli, è di perderli definitivamente. L’Umbria e le comunità della fascia appenninica non possono permettersi e ne permettere che questa opportunità vada dilapidata”. Secondo Mariotti, infine, va incalzato il governo a rendere più aderenti alle esigenze del territorio i criteri per accedere ai finanziamenti “a partire dal troppo elevato valore dell’investimento iniziale e di quello delle polizze fideiussorie”. “Va affiancato ad Invitalia un soggetto territoriale che conosca e presidi il territorio – ha concluso -, che svolga una costante azione di scouting e di marketing per attrarre investimenti e investitori. Su tutto ciò è doveroso richiamare il governo a fare fino in fondo la propria parte e mantenere gli impegni assunti, oltre che chiedere alla Regione di farsi carico di un intervento deciso e straordinario nei suoi confronti”.




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