di Arm.Alle.

 

PERUGIA - Come si è evoluto il quadro economico nazionale e internazionale tra il 2012 e il 2013? Come ha reagito l’economia umbra ai processi evolutivi dei mercati nazionali e mondiali? Sono questa alcune delle domande alle quali si è cercato di dare una risposta, oggi, durante l’XI Giornata dell’Economia, tenutasi presso la Camera di Commercio di Perugia. In apertura dei lavori il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni ha dato un messaggio preciso: “Dobbiamo mettere a fuoco i nostri punti di forza compositi, le potenzialità del nostro sistema produttivo, sociale e culturale, per poi metterli a sistema e usarli come leve dello sviluppo, dell’economia “che verrà”.

Ma com’è il sistema produttivo umbro? È sempre il presidente Mencaroni a delinearne i principali aspetti, nella sua relazione introduttiva. Prima di tutto è giovane. “Le imprese giovanili  - sottolinea - mostrano un dinamismo superiore alla media, come testimoniano i dati del nostro Rapporto economico provinciale.  E contribuiscono in modo significativo alla formazione del Pil regionale (l’Umbria è al terzo posto in Italia)”.

In secondo luogo fa innovazione. Secondo il presidente della Camera di Commercio, “abbiamo molti inventori che però “esportano” la capacità tecnologica. Infatti il numero dei brevetti assoluti ottenuti dalle imprese della provincia è minore di quello dei brevetti ottenuti dagli inventori residenti che lavorano fuori provincia”.

Inoltre è sempre più multiculturale. “I dati ci dicono infatti che l’imprenditorialità straniera, insieme a quella giovanile, concorre molto più di altre componenti al saldo complessivo delle imprese. E ancora, è un arcobaleno tinto di “rosa”, grazie ad una significativa componente femminile, superiore alla media Italia, che si fa ancora più accentuata nelle imprese individuali, dove quasi una impresa perugina su tre ha un imprenditore donna, contro una su quattro su scala nazionale”.

 

Un sistema produttivo sempre più “verde”, “soprattutto – dice Mencaroni - in virtù dell’espansione del settore delle energie alternative. In generale, tutto il settore delle tecnologie cosiddette “green” è in forte crescita in provincia e mostra un elevato potenziale occupazionale”.

Infine è aperto al mondo. “Il dato dell’export  - a detta del presidente della Camera di Commercio - è molto positivo per il 2012, anche se in frenata rispetto alla crescita a doppia cifra del biennio precedente. Il dato provvisorio 2012 evidenzia un incremento del 5,7%, superiore al 3,7% nazionale. Ed è cresciuto anche il peso dell’export sul valore aggiunto”.

Un modello, quello umbro, fatto di imprenditorialità diffusa, distretti, filiere, reti, cultura e territorio. Agricoltura e manifattura, artigianato e turismo, servizi e cooperazione, settore privato, non profit e settore pubblico devono e possono concorrere per sostenersi a vicenda. Anche in un periodo di crisi come quello in cui stiamo vivendo. “La crisi può essere anche vista come un’occasione – conclude Giorgio Mencaroni – una sfida, una grande sfida, che riguarda tutti, e che richiede visione e coraggio”. 

E di sfide ha parlato anche la presidente della Giunta Regionale, Catiuscia Marini, intervenuta all’XI Giornata dell’Economia. “Nei prossimi sette anni – ha detto - , con il nuovo avvio degli strumenti di programmazione comunitaria, ci attende una rinnovata sfida, quella di verificare, aldilà della qualità della spesa, se gli strumenti che abbiamo messo in campo in questi anni abbiano agito e inciso strutturalmente nel territorio”.

“Occorre una riflessione – ha detto – sulla propensione delle imprese alla ricerca e all’innovazione, sulla loro capacità d’innovare e di creare alleanze strategiche in grado di competere sul mercato. Ci sono in Umbria – ha detto – imprese che rappresentano una sorta di ‘punte di freccia’, che si sono messe in gioco e costituiscono un esempio per tutto il sistema. È su questo modello innovativo che dobbiamo concentrare gli strumenti a nostra disposizione, facendo sì – ha concluso Catiuscia Marini – che istituzioni e imprese siano all’altezza della difficile sfida di questa nuova fase, contribuendo a creare le condizioni per una reale ripartenza dell’economia”.

 

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