di Umberto Marini

PERUGIA - Un paio di sera fa, in Tv alla trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro in onda su “La 7”, abbiamo assistito ad una nuova stizzosa sceneggiata fra la gentile onorevole Daniela Santanché (quella che a suo tempo dichiarò pubblicamente che “Berlusconi le donne le vuole solo in posizione orizzontale, ma io a lui non la darò mai”) ed il giornalista Marco Travaglio del Fatto Quotidiano.

La materia del contendere, il mantra della divertentissima disputa fra una nervosissima e sbraitante Santanché ed un sardonico e sorridente Travaglio, ha preso l’avvio dall’insistenza della parlamentare ed imprenditrice piemontese, accasata molto bene a Milano, che pretendeva dal giornalista almeno un nome delle tante ragazze che frequentavano Villa S. Martino ad Arcore per partecipare alle serate “eleganti” organizzate per far trascorrere qualche momento piacevole al termine delle cene all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Ovviamente Travaglio non ha fatto nomi né cognomi. Come si addice ad un perfetto gentleman.

Io che non sono un gentiluomo posso soddisfare la curiosità, tutta femminile, della gentile deputata.

Quelle avvenentissime giovani le conosco una ad una e di ognuna posso dettagliare virtù, vizi e compensi. I giornali ne hanno parlato per mesi. Evidentemente la Santanché legge poco, presa com’é dal difendere a spada tratta il signorotto brianzolo che ha dato lavoro a lei ed al suo compagno di vita.

Se tuttavia l’onorevole Santanché avrà la bontà e la pazienza di attendere qualche mese, queste ragazze le potrà vedere in carne ed ossa in un’aula del Tribunale di Milano, sempre quello, che le vedrà chiamate a rispondere di falsa testimonianza e di altro ancora per aver cambiato le carte in tavola al processo Ruby.

In quella circostanza potrà conoscere anche qualche altra bella “personcina” che frequentava assiduamente la molto ospitale villa dell’ex premier, fra menestrelli, giornalisti, ex parrucchieri, ruffiani, intermediari, procuratori, maitresse e “guardoni” vari.

A quel processo difatti si riscontreranno molte “novità” e qualche sorprendente “new entry” fra quanti andranno a sedersi sul banco degli imputati.

Ed allora sì che ne vedremo delle belle. Anche assai più belle delle giovani che numerosissime venivano spinte nella villa di Arcore da motivazioni di carattere “numismatico”. Beninteso come cultrici della scienza che si interessa della moneta per il suo esclusivo valore economico. Poi magari c’era anche dell’altro…(l’ufficiale pagatore, rag. Giuseppe Spinelli, potrà riferire nel merito).

A quel punto, se l’onorevole Santanché volesse manifestare a pieno la sua solidarietà femminile verso queste “povere giovani che si porteranno dietro l’infamante marchio di prostitute” (come da lei definite), potrà far pervenir loro un po’ di frutta e qualche cioccolatino, quando finiranno in galera.

Condividi