Rapporto Bankitalia - Cgil: "Situazione sempre più pesante e drammatica"
di Mario Bravi*
PERUGIA - Il rapporto della Banca d’Italia sull’Umbria, presentato ieri a Perugia, conferma l’estrema fragilità della situazione economica e sociale della nostra regione, con una tendenza, peraltro, ad un ulteriore peggioramento.
Da quasi tutti gli indicatori - a partire dal PIL, diminuito solo nel 2012 del 2,1%, e di ben il 9,1% nell’arco quinquennale 2007-2012, per continuare con la costante diminuzione dell’incidenza del manifatturiero, e poi il costo del credito, il calo dei consumi, sino alla conseguenza più grave rappresentata dal problema occupazione scesa dell’1,4% sempre nell’anno passato, con la perdita di 5mila posti di lavoro - è evidente una situazione sempre più difficile, che richiede una profonda inversione di tendenza nelle politiche economiche e sociali, a partire da quelle del governo nazionale che si riverberano sulla nostra regione. Più volte, negli anni scorsi, spesso inascoltati, come CGIL dell’Umbria abbiamo sollevato il problema drammatico, di una regione, che in proporzione imbarca più crisi della media delle altre regioni. Quali le cause?
Sicuramente la fragilità dell’assetto dimensionale delle imprese e un’economia prevalentemente indirizzata al mercato interno sono tra le cause fondamentali di questo dato strutturale.
L’avere salari medi dell’8% inferiori rispetto alla media nazionale, non ha attenuato in Umbria gli effetti di questa crisi strutturale, ma anzi li ha accentuati, a testimonianza non solo dell’iniquità, ma anche della totale inadeguatezza delle ricette liberiste.
E’ dunque evidente che non serve ulteriormente flessibilizzare il mercato del lavoro.
Il rapporto di Bankitalia ha poi evidenziato anche alcuni elementi di positività che caratterizzano la nostra regione, a partire dall’alto livello del sistema sanitario regionale, che riteniamo debba essere valorizzato nelle sue caratteristiche pubbliche e universalistiche.
Un dato positivo è rappresentato poi dall’aumento delle esportazioni, questa è la caratteristica delle imprese umbre che va potenziata e valorizzata.
Da tutti questi elementi emerge con chiarezza l’esigenza di valorizzare il lavoro come elemento fondamentale per uscire da una crisi lunga e profonda come quella che stiamo attraversando.
Per questo ci permettiamo di suggerire al dott. Antonio Carrubba, Direttore della Filiale perugina della Banca d’Italia, che alla prossima presentazione del rapporto, intervengano, oltre ai rappresentanti del mondo dell’impresa, anche quelli del mondo del lavoro, visto, tra l’altro, che lo stesso rapporto indica che il fattore lavoro è quello più colpito dalla crisi. Anche perché siamo consapevoli che dall’analisi e dalla descrizione della crisi è necessario passare alla fase di una risposta che costruisca un futuro diverso.
In questo senso riteniamo utile suggerire che il Piano del lavoro, su cui anche come CGIL abbiamo lavorato, venga posto alla base di una fase nuova dello sviluppo e della crescita della nostra regione.
Su questo sarebbe utile discutere con tutti i soggetti sociali, imprenditoriali, istituzionali e del mondo del credito.
*Segretario Generale CGIL Umbria




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