Ogni qual volta un uomo che è stato tale muore un pensiero si affaccia, ce ne saranno altri ? E’ come se ti fosse  rubato un pezzo di speranza, la sicurezza che un mondo senza poveri e ricchi, senza sfruttati e sfruttatori, senza emarginati e caporali razzisti è possibile.

E’ quello che ho pensato quando ho appreso la notizia della morte di Don Andrea Gallo, è quello che ho pensato altre volte quando ci hanno lasciato uomini veri, uomini di idee e comportamenti coerenti  come il nostro Franco Spitella.

Ciò che unisce un uomo di Dio come Andrea Gallo e i senza Dio come me è l’amore per l’uomo, la cittadinanza universale, la fratellanza che soccorre, la lotta per l’uguaglianza, per le divergenze filosofiche si vedrà dopo.

Un compagno d’avventura se ne è andato, insieme nelle stesse piazze, insieme con la povera gente, giovani senza lavoro, operai licenziati, drogati dalla società, sopravvissuti alle onde del Mediterraneo, che vedeva il male dove lo vedono quelli come me, e dove quelli come me vedono il bene anche lui lo vedeva, dietro la stessa bandiera, con la stessa speranza e la stessa croce.

Il terreno dove sono potuti fiorire uomini come Andrea Gallo oggi è arido, inquinato in profondità dal diserbante televisivo, rinsecchito dai mercanti e dagli usurai e dalle loro scintillanti vite.

Uomini come Don Gallo ce ne saranno ancora, a questa frase non dovrà essere aggiunto il punto interrogativo.  Meglio, ce ne sono già, basta cercarli.

Ciao Don, a pugno chiuso come ti piaceva salutare.

 

Aurelio Fabiani

Associazione Culturale CASA ROSSA

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