di Renato Casaioli

Il voto per abolire i finanziamenti comunali alle scuole private a Bologna spacca la sinistra. A meno di una settimana dal referendum (si vota domenica 26 maggio) che potrebbe stoppare 1 milione di euro all'anno per gli istituti privati (nel capoluogo dell'Emilia Romagna sono soprattutto cattolici), all'ombra delle Due Torri si sta consumando una battaglia (l'ennesima) nella sinistra.

Siamo alle solite, il Pd non sa scegliere. Tutto ciò perché questo partito non è ne carne ne pesce. La scuola, come la sanità, l’acqua e molto altro, devono restare diritti. Se vanno in mano ai privati, diventano merci e come tutte le merci, poi subentrano i prezzari. Il risultato? Chi ha il portafoglio più gonfio, meglio  si serve. Semplice no! Purtroppo il PD, non avendo più valori di riferimento, non riesce più conseguentemente a proporre a questo paese un minimo di programma alternativo al liberismo. Se posso dare il mio piccolo aiuto a far capire al PD, posso riportargli testualmente la dichiarazione che un paio di anni fa rilasciò il ministro conservatore del governo svedese, al bravo Riccardo Iacona. Disse: “Da questa crisi si esce con più saperi, o non si esce. Per questa ragione noi abbiamo aumentato i finanziamenti a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La scuola da noi resterà rigorosamente pubblica, gratuita e laica”. Ecco se il PD avesse le idee chiare come il ministro svedese, sarebbe un bel passo avanti per questo Paese.

Rivolgendomi alle scuole private, questa la mia riflessione:  fare gli imprenditori della sanità e della scuola, con i soldi pubblici, son capaci tutti. Anch’io come molti resto dell’avviso, specialmente dopo aver letto il libro denuncia del bravo Ferruccio Pinotti, “La sanità di Dio”,  che se i soldi dati ai privati, fossero spesi per le scuole e gli ospedali pubblici, avremmo dei servizi di alta qualità.

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