Bene la costituente, ma per che cosa?
di Leonardo Caponi
PERUGIA - In una interessante intervista Stefano Vinti propone una “costituente della sinistra umbra”, alleata col Pd. In linea di massima sono d’accordo, ma vorrei chiarire alcuni interrogativi.
Una costituente per che cosa o di che cosa? Presumo per o di una nuova “grande” (la speranza non muore mai!) forza della sinistra riunificata. Se è così, la prospettiva non può essere contenuta in un ambito esclusivamente regionale, ma dovrebbe e a maggior ragione, valere per quello nazionale. Se questo è quello che si intende, sono assolutamente d’accordo, avendo più volte proposto quella che giudico una urgenza vitale (vitale in senso letterale) della sinistra.
La cosa sulla quale andrei più cauto di Stefano è il “sostegno al Pd per evitare che crolli”. La considerazione contenuta nell’intervista parte da una giusta intuizione e, presumo, da un salutare ripensamento sulla lista Ingoia. Purtuttavia penso che un nuovo soggetto della sinistra dovrebbe proporsi non di salvare il Pd in quanto tale, partito che, anche dopo le ultime per così dire performance, giudico inutile e deleterio per il progressismo italiano, ma dovrebbe al contrario perseguire l’obiettivo di acuire la crisi di questo partito, per guadagnare una sua parte consistente alla prospettiva di una nuova sinistra, alleata con un autonomo centro moderato. Oggi, mi pare, esistono in proposito condizioni nuove e potenzialmente mai manifestatesi in precedenza.
Anche guardando alla realtà umbra penso, personalmente, che ripresa della regione e smantellamento del sistema di potere che la governa, vadano di pari passo. Se c’è il rischio di un crollo, è un rischio che va corso, tentando naturalmente il più possibile di governarlo.
La mia idea personale è quella che i partiti attuali della cosidetta sinistra di alternativa (ex arcobaleno per capirsi) si debbano sciogliere per concorre, insieme ad altri soggetti e movimenti, alla nuova formazione della sinistra di cui sopra, nella quale le diverse identità (compresa una soggettività comunista riunificata, alla quale mi ascrivo) dovrebbero convivere . Va da se che, come dice Vinti, i gruppi dirigenti attuali dovrebbero mettersi da parte e favorire e sostenere un generale ricambio politico.




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