Di Ciuenlai - “Ecco la musica è finita, “i rossi” se ne vanno, che orrida tornata Pidi mio”. Le parole parafrasate di un successo di Ornella Vanoni sintetizzano perfettamente quello che è successo domenica alle primarie del Partito Democratico umbro.I dati ufficiali dei circoli sono impietosi e testimoniano due tendenze; la fuga da Renzi nelle zone storiche del Pci e la corsa a Renzi nelle zone storiche della Dc.

Abbiamo preso in esame i comuni nei quali i comunisti superavano o sfioravano il 50% ed in cui, assieme ai socialisti, facevano cappotto. E lo faremo ricordando che i numeri che andremo a mostrare, non tengono conto che qui ,stavolta, Renzi godeva anche dell'appoggio di molti sindaci , amministratori e dirigenti piddini, che nel 2013 avevano appoggiato Cuperlo. Cosa che fa ritenere che le perdite sono più alte di quelle che vedremo.

Ma veniamo ai dati. Rispetto alla media di decremento del consenso di Renzi nella nostra regione, che è mediamente del 38,5%, abbiamo un 59% meno a Marsciano, un 56% a Bastia, 49,5 % a Città di Castello, 49% a Castel Ritaldi, 43% in tutto il Trasimeno (con punte del 49,2% a Castiglion del Lago) e Corciano, 41% a Trevi e 39,5% a Umbertide. Uniche eccezioni Gualdo Cattaneo con solo il 21% in meno e Gubbio con un decremento del 16%.

Ma c'è una spiegazione. Gualdo Cattaneo “ha cambiato verso da tempo” . La “ “Bulgaria Rossa” del grande sindaco Brunella (Mille iscritti al Pci su 5000 abitanti e il 52% alle elezioni) è finita da un pezzo. Adesso è terra che è stata prima per la Fioroni e poi per Anna Ascani entrambe provenienti saldamente dalla cultura democristiana. A Gubbio la sinistra è uscita dal Pd e infatti governa con Stirati. L'unica carica che i democratici possiedono è quella relativa al Consigliere Regionale Smacchi di fede bocciana. “E ho detto tutto” avrebbe affermato Peppino de Filippo. Gubbio è la prima prova che ormai questo è un partito per moderati e non per rivoluzionari o veri riformisti.

Infatti nelle zone che erano a prevalenza democristiana Renzi cresce o al massimo limita le perdite, invertendo la tendenza delle ex “zone rosse”. In Valnerina , rispetto al 2013, il consenso per il segretario del Pd sale del 49%, a Campello sul Clitunno del 22%, a Valfabbrica del 16% e a Nocera Umbra dell' 8%. E anche quando scende (Massa Martana - 4%, Assisi – 33%) lo fa sempre con cifre minime o comunque sotto la media regionale. Questo mette in luce il fatto che nell'elettorato umbro esiste oggi una massa notevole di “apolidi” di sinistra rassegnati, che, perso il Pd, non sanno dove approdare. Sognano il “partito che non c'è”. Se non arriva presto è lecito pensare che andranno tutti a 5 stelle o in astensione, mettendo la parola fine ad una grande storia.

 

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