Negli ultimi anni a Ponte Felcino si è progressivamente sviluppato un problema relativo alla sicurezza. Quali sono i problemi che i cittadini denunciano con più frequenza? Il problema, innanzitutto, è legato al cambiamento che Ponte Felcino ha vissuto in poco tempo, con tutte le conseguenze che questo comporta […]. Nello specifico, parlando di sicurezza, c’è il problema droga, ormai non più legato soltanto a Ponte Felcino. Infatti, dagli ultimi episodi accaduti, abbiamo visto che gli spacciatori arrivano da fuori, da altre località. Spacciano e poi se ne vanno. Diciamo che Ponte Felcino può essere considerato un crocevia, un luogo comodo per lo spaccio […]. Più in generale, però, occorre discutere in maniera molto seria tutte quelle problematiche che hanno un peso sulla tranquillità e la qualità della vita. Mi riferisco ad esempio a tutto il sistema della viabilità, che risente a Ponte Felcino della divisione morfologica del territorio, divisione causata dal fiume e dalla ferrovia. Stato attuale delle cose che rende difficile la comunicazione. Altro problema che non riguarda solo Ponte Felcino, ma del quale purtroppo ne ho constatato la diffusione soprattutto parlando e confrontandomi con gli altri presidenti di circoscrizione, è quello di restituire ai cittadini la possibilità di avere punti di riferimento chiari. I servizi sul territorio che il Comune mette in campo, e che coinvolgono tanti soggetti diversi, vanno riorganizzati. Quali sono le fasce sociali che più ne risentono? La fascia sociale più a rischio, per quello che mi viene riportato quotidianamente, è rappresentata dalle persone che rimangono sole a causa anche di drammi familiari. Sono persone, non necessariamente anziane, che vivono problemi senza riuscire a portarli all’attenzione di nessuno. Problemi che non sanno come affrontare. Un’altra fascia a rischio è rappresentata poi da tutte quelle persone che improvvisamente, e ce ne sono tante in quella zona, restano senza lavoro soprattutto a 40, 45 anni. Si rivolgono a me chiedendo di essere aiutate. In questi casi è molto facile rischiare che diventino situazioni complicate, perché si può passare da una difficoltà ad una deriva fatta di depressioni e reazioni incontrollate. Per queste persone rivolgersi ai servizi diventa un rimpallo tra soggetti diversi, i quali devono stabilire quali casi rientrino nell’ambito sanitario e quali nell’ambito sociale. E i minori? Per quanto riguarda i minori, devo dire che non ci sono grandi problematiche, grazie al sistema dei servizi del Comune che funziona bene. Anche la scuola fa molto in questo senso. In base alla sua esperienza, verso quali direzioni occorre indirizzare gli sforzi per rispondere al meglio ai bisogni della cittadinanza? Una maggiore interazione tra i diversi livelli di intervento. Quando si parla di cittadini si parla innanzitutto di individui. Persone a 360°. Ci sono tanti soggetti come il Comune, la Regione, la Circoscrizione che intervengono a vario modo attraverso il riconoscimento di sussidi, contributi, borse lavoro. Manca però la comunicazione tra i vari livelli, che permetta di capire ad esempio l’efficacia di tutti questi interventi. Occorre capire quanto tutti questi livelli costituiscano un progetto capace di rispondere alle esigenze di una persona a 360°, oppure quanto in realtà si tratti di risposte a compartimenti stagni […]. Noi abbiamo ad esempio l’Ufficio della Cittadinanza che funziona benissimo. Ma se poi questo ufficio rileva dei problemi, li presenta in altri luoghi, e lì si sente rispondere: “Non è compito mio”, tutto diventa complicato. Bisogna riuscire a costruire la rete di cui tanto si parla, per dare risposte complete attraverso operatori formati in modo adeguato. Qual è oggi e quale deve essere in futuro il ruolo delle Circoscrizioni? In un momento in cui si dibatte molto sulla utilità delle Circoscrizioni, io credo che siano un presidio politico fondamentale. Lo vedo costantemente. Quando il Presidente e il Consiglio sono presenti attivamente sul territorio, il cittadino prima di andare in qualsiasi altro luogo viene in Circoscrizione […]. Il ruolo più importante delle Circoscrizioni oggi è quello di grande mediatore tra le esigenze e i bisogni da una parte, e chi deve progettare le risposte nell’amministrazione comunale dall’altra. Bisogna quindi discutere la loro operatività e la loro organizzazione perché, allo stato attuale delle cose, non funziona più, e io approfitto di questa intervista per dire proprio questa cosa. Chi vive nel territorio si rapporta prima di tutto con il territorio ed è giusto che ci sia un presidio capace di incanalare, indirizzare e facilitare l’accesso delle istanze della gente negli spazi giusti. Condividi [7]