NARNI - Si terrà a Narni da lunedì 3 a sabato 8 luglio, la 23.a edizione di “Le vie del Cinema”, la rassegna di cinema restaurato diretta da Giuliano Montaldo e Alberto Crespi e organizzata per iniziativa del Comune di Narni con la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e, per la prima volta, della Editori Laterza.

Questa prossima edizione coniugherà “Cinema e Storia”: studiosi e storici di prestigio interverranno con lezioni pomeridiane aperte al pubblico. La sera dalle 21.00 proiezioni all’aperto, nel parco pubblico di Narni Scalo, di film restaurati dalla Cineteca Nazionale e, per i più piccoli, proiezioni di film restaurati della Disney. Gli eventi sono tutti a ingresso libero. 

L’ospite della serata di lunedì 3 luglio sarà il regista Gianni Amelio per i film La presa di Roma (1905) e Nel segno di Roma (1958).

Nel pomeriggio la lezione di storia sarà tenuta da Gianni Cipriani, giornalista, fra i massimi esperti italiani di intelligence e servizi segreti, che parlerà di spionaggio politico nella Prima guerra mondiale e ai nostri giorni.

IL PROGRAMMA DI LUNEDÌ 3 LUGLIO A LE VIE DEL CINEMA A NARNI (TR)

Ore 16:00, incontro del pomeriggio (complesso monumentale di San Domenico, Narni):

LA SPIA CHE VENNE DAL NORD: MATA HARI & CO.

Una riflessione sul ruolo dell'intelligence nel Primo conflitto mondiale e oggi. con Gianni Cipriani, ex giornalista di “l’Unità”, direttore di “Globalist”, autore di “Lo stato invisibile” (Sperling & Kupfer, 2002), “Brigate rosse. La minaccia del nuovo terrorismo” (Sperling & Kupfer, 2004), “Lo spionaggio politico in Italia” (Editori Riuniti, 1998). 

Giornalista, analista di intelligence e saggista Gianni Cipriani  è considerato uno dei massimi esperti italiani in tema di terrorismo e servizi segreti. 

Proiezioni serali 

Ore 21.00 (Parco dei Pini, Narni Scalo): 

il regista Gianni Amelio presenterà La presa di Roma di Filoteo Alberini (7 minuti) e Nel segno di Roma (98 minuti) di Guido Brignone e Michelangelo Antonioni: il primo dura menodi 10 minuti ed è il primo “kolossal” del cinema italiano, la ricostruzione della breccia di Porta Pia girata sui veri luoghi dell’evento da Filoteo Alberini. Il secondo (diretto da Guido Brignone e, in parte, da Michelangelo Antonioni) è un peplum, un film in costume ambientato nella città siriana di Palmira divenuta, in anni recenti, simbolo della lotta contro il terrorismo.

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- La presa di Roma (1905). Regia e fotografia: Filoteo Alberini; scenografia: Augusto Cicognani; interpreti: Carlo Rosaspina, Ubaldo Maria Del Colle (il tenente dei bersaglieri); produzione: Alberini & Santoni; visto di censura: 1251 del 19 settembre 1913. 35 mm, b/n e colore durata della copia restaurata: 7’

Sinossi: 1870. Il generale Carchidio si reca a Ponte Milvio. Una carrozza lo porterà, bendato, a un incontro con il generale Kanzler, difensore dello Stato Pontificio. Il tentativo di mediazione fallisce. Sulla via Nomentana i militi si preparano all’assalto della città. La batteria di cannoni comandata dal generale Luigi Pelloux, da Villa Albani, apre una breccia nelle mura di Porta Pia. I bersaglieri entrano in città e Pio IX ordina al generale Kanzler di issare bandiera bianca sulla croce della cupola di San Pietro. L’Italia è una, libera e indipendente. 

Informazioni sul restauro della pellicola: Il restauro è stato effettuato dalla Cineteca Nazionale nel 2005, presso il laboratorio cinefonico di Cinecittà Studios e Digital, sulla base dei duplicati negativi più antichi risalenti agli anni ’30 e ritrovati negli archivi dell’Istituto Luce. L’acquisizione digitale ha favorito la riproduzione e l’inserimento del fotogramma “Ultima cannonata”, messo gentilmente a disposizione da Aldo Bernardini. Per le lavorazioni ci si è inoltre avvalsi della collaborazione del MoMa (Museum of Modern Art), del NFTVA (National Film & Television Archive), della Cinemateca Argentina, della Cineteca Italiana di Milano e del contributo di Sergio Raffaelli, Vittorio Martinelli, Michele Canosa e Giovanni Lasi. Il film è stato restaurato in occasione del suo centenario e presentato alla 19a edizione del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna nella sezione “Cento anni fa. I film del 1905”.

- Nel segno di Roma (1958) di Guido Brignone e Michelangelo Antonioni; soggetto e sceneggiatura: Francesco Thellung, Francesco De Feo, Sergio Leone, Giuseppe Mangione, Guido Brignone; fotografia: Luciano Trasatti; musica: Angelo Francesco Lavagnino; scenografia: Ottavio Scotti; costumi: Vittorio Nino Novarese, Enzo Bulgarelli; montaggio: Nino Baragli; suono: Adriano Taloni, Mario Amari; interpreti: Anita Ekberg (Zenobia), Georges Marchal (Marco Valerio), Folco Lulli (Semanzio), Jacques Sernas (Giuliano), Lorella De Luca (Betsabea), Alberto Farnese (Marcello), Mimmo Palmara (Lator); produzione: Glomer Film, Tele-Film Gesellschaft, Lux CCF, Dubrava Film, Société Cinématographique Lyre, Filmiski Studio; distribuzione: Glomer Film; visto di censura: 28773 del 5 marzo 1959. 35 mm, colore. durata della copia restaurata: 98’

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