TODI - Strutture romane sono state rinvenute in occasione dei lavori di adeguamento di uno stabile in Piazza di Marte a Todi, destinato ad ospitare uffici comunali: lo rende noto la Soprintendenza archeologica dell'Umbria, precisando che sono in corso alcuni rilievi archeologici su tre ambienti al piano terreno dello stabile.

L'indagine - sottolinea la Soprintendenza - ha consentito di identificare i resti di un grande portico, lungo circa 25 metri, sul lato ovest della grande piazza affacciata sui cosiddetti ''Nicchioni romani''. Le strutture venute alla luce sono chiaramente leggibili e interpretabili, in grado pertanto - osserva la Soprintendenza - di suggerire una ricostruzione di massima dell'edificio.

Un tratto di quello che si ritiene essere il muro di fondo del portico, riutilizzato nelle strutture del palazzo, risulta molto ben conservato per piu' di tre metri di altezza. La pavimentazione della piazza era composta da mattoncini parallelepipedi messi in opera di taglio e disposti secondo un motivo a spina di pesce.

La pavimentazione presenta una leggera pendenza verso una canaletta per il deflusso dell'acqua piovana (composta da elementi monolitici di travertino) che affiancava il lungo portico e raccoglieva anche l'acqua proveniente dalla sua copertura. La cisterna formata da due vani comunicanti, situata sotto l'antica piazza, era probabilmente destinata alla conservazione di quest'acqua, risorsa preziosa in una citta' come Todi, che per la sua collocazione geografica non poteva permettersi un vero e proprio acquedotto.

I resti venuti alla luce testimoniano dunque la sistemazione monumentale della terrazza, adeguata al prospetto scenografico della costruzione che la sorregge e che costituisce assieme ad essa il risultato di un unico programma urbanistico di carattere pubblico. Le ricerche, finanziate dal Comune di Todi, sono dirette da Dorica Manconi, della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Umbria, e condotte sul campo da Valerio Chiaraluce. 

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