PERUGIA - Dodici azioni per far ripartire l'Umbria nell'epoca del Covid-19. Idee "per un futuro più giusto". Si è presentato così, con un articolato manifesto dei valori, il comitato promotore (composto da 80 persone) della costituenda associazione politico-culturale 'Civici per l'Umbria'.

"Non siamo riusciti a far vincere le nostre idee durante le passate elezioni regionali ma da oggi si riparte per cambiare la regione con la forza delle sue comunità": queste le prime parole del consigliere regionale Andrea Fora, tra i protagonisti di questo progetto politico-sociale e soprattutto "cantiere civico" che si origina, come è stato spiegato, da un percorso di singole persone, associazioni e liste civiche radicate nel territorio regionale "per sostenere - come recita il manifesto - un nuovo umanesimo che si esprime nella relazione tra individuo e comunità".

Insieme a lui erano presenti anche i quattro membri della segreteria: Franco Barbarella, Maurita Passaquieti, Marco Regni e Andrea Sisti. Ed in "aiuto" della politica nasce anche il portale web www.civiciper.it. 

Una uscita, quella dell’ex presidente di Confcooperative, che  per qualche settimana aveva giocato persino il ruolo di aspirante governatore dell’Umbria per conto del centrosinistra, che spiega la sua assenza in occasione dell’ultima conferenza stampa delle opposizioni a Palazzo Cesaroni.

Una linea di condotta equidistante, in sostanza, tanto dal polo di centrodestra che governa l’Umbria che da quello opposto di centrosinistra, in virtù del richiamo a quello stesso mondo civico “radicato sul territorio” che non suona come una novità nel panorama politico del cuore verde d'Italia.

Un percorso déjà vu in Umbria, avendolo sperimentato per primo l’ex sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che ha cercato vanamente di alimentarlo non con la bazzeccola di “12 idee”, bensì con ben “500 progetti” che raccoglievano pressoché l’intero scibile umano. E tutti sappiamo com’è andata a finire.

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