I venerdì live del Kandinsky pub. Ieri la tappa perugina del tour di “Elio Petri”
“All’inizio c’era il disco ma non il titolo e solo dopo un brutto sogno ho trovato l’ispirazione. Nell’incubo veniva a mancare una persona cara, la paura è stata molta, ma alla fine mi sono detto: non è morto nessuno”. E’ l’ironia con cui il cantante del gruppo ha spiegato a noi di Umbrialeft il perché del titolo molto originale stampato sul disco. “Il sogno in sé mi ha scosso al punto da proporre questo nome ai miei compagni -ha spiegato Angelelli- che alla fine hanno accettato la mia idea”. “Elio Petri” è una band che suona ormai da un anno e mezzo, ma che si esibisce dal vivo da sole due settimane. E Perugia è stata una delle primissime tappe che attraverseranno tutta l’Italia, dal Friuli fino alla Calabria. “Siamo partiti il 9 novembre da Firenze -conferma Matteo Dainese, batterista di fama nazionale e internazionale, già percussionista degli Ulan Bator, dei Jitterbugs, Meathead e Here- e andremo avanti fino alla fine di gennaio con l’ultimo appuntamento al Gratis Club di Ancona”. Lui ha arrangiato e prodotto artisticamente il disco, che continuerà ad essere proposto alla platea nazionale con la collaborazione del bassista Francesco Nguyen. In totale dieci canzoni dalle atmosfere un po’ malinconiche e a volte forse anche ciniche, che parlano direttamente alla pancia di chi le ascolta. Tra le più suggestive ci sono “Rape rosse”, “Macelleria” e “Denti”.
Maggiori informazioni su: myspace.com/eliopetri
www.matteite.com




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