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L’attacco alla 194 continua ad inasprire una polemica che riporta indietro l’Italia nel tempo indebolendo drammaticamente il faticoso progresso di civiltà compiuto sinora. Proprio quando nel nostro paese il fenomeno della violenza sulle donne ha acquisito dimensioni preoccupanti - a Perugia la settimana scorsa il Consiglio Comunale ha approvato una mozione sulla violenza contro le donne - viene messa in discussione la libertà delle donne di decidere del proprio corpo. E le due cose, sembrerà strano, sono direttamente connesse. Vediamo perché. E’ormai stato appurato che la maggior parte dei crimini contro le donne sono quelli compiuti in ambito “familiare”. La violenza maschile sulle donne uccide più degli incidenti stradali e delle malattie. E’ altresì noto che troppo spesso a far scattare la follia omicida maschile è un abbandono, una separazione, un rifiuto da parte di una donna. Oggi nei casi di quelli che un tempo venivano chiamati “delitti passionali” è stato adottato un altro termine che meglio rappresenta la tipologia del crimine. Sono detti, cioè, omicidi di dominio quelli perpetrati dall’uomo convinto nel profondo che la donna sia un oggetto di sua proprietà e in quanto tale possa essere solo dominata o eliminata. Dominio e violenza sulle donne, dunque, hanno una matrice comune. Sebbene l’attacco ad una legge dello Stato che sancisce un diritto fondamentale per le donne italiane sia di fatto un’opinione, i suoi effetti sulla cultura del dominio, quella stessa che genera gli assassini, i prevaricatori, gli stupratori e gli sfruttatori, di qualsiasi tipo, sono nefasti. Si va a dare forza ad un’idea errata del rapporto uomo donna, basato non sulla parità, ma appunto sul dominio. “Come si fa a non sospettare che il periodico rigurgito “sulla 194” non sia in realtà il solito espediente per ricordare a tutte che la nostra è una libertà condizionata?La verità è che le richieste di modifica della 194 prescindono dalle statistiche e dalla stessa realtà: l’aborto tra le italiane è in costante diminuzione, la natalità è aumentata, e sono costrette a ricorrere all’aborto soprattutto le donne straniere che non possono liberamente accedere alla contraccezione. La verità è che abbiamo davanti un Parlamento che balbetta e nel quale la laicità annaspa.” Scrive l’Unione Italiana Donne in un comunicato stampa. E La senatrice del Prc-Se Lidia Brisca Menapace ha tenuto venerdì scorso una conferenza stampa a Palazzo Madama proprio per parlare di questo tema. “E' molto importante che si parli ancora della legge 194 e che le donne continuino ad essere tutelate nelle scelte che riguardano il diritto di abortire rispettando la loro dignità. E' assurdo che su un tema così delicato e così personale continuino a discuterne gli uomini” ha affermato la Senatrice Menapace che sarà a Perugia il 26 Gennaio, presso il 110caffè alle ore 18:00, per presentare il suo libro “Lettere dal PALAZZO” con una prefazione di Rita Armeni. L’incontro viene organizzato dall’associazione 8 Marzo e coordinato da Marcella Bravetti. Condividi