Confartigianato imprese Perugia: Aggravi fiscali per la piccola e media impresa
“Le tasse sugli immobili produttivi cambiano nome, ma non diminuisce il loro impatto sugli imprenditori. Al contrario, nel 2014, con l’effetto combinato dell’Imu e della nuova Trise, la tassazione immobiliare sulle imprese aumenterà”. Così si esprime Stelvio Gauzzi, segretario di Confartigianato Imprese Perugia, a proposito dell’applicazione della nuova tassazione sulle imprese. “L’incremento del prelievo fiscale su queste realtà del sistema produttivo, derivante dai nuovi tributi immobiliari – ha continuato Gauzzi –, è stato calcolato da Confartigianato Imprese. L’aumento scaturisce dall’ipotesi più probabile dell’applicazione dell’aliquota Tasi intermedia dell’1,9 per mille. Il prossimo anno, quindi, l’impatto dell’Imu sugli immobili strumentali delle aziende, unito a quello della Trise sui rifiuti e i servizi indivisibili, subirà un incremento del 9,6 per cento rispetto al 2013 e del 51,4 per cento rispetto al 2011”.
In particolare, l’associazione di categoria rileva che per quanto riguarda l’Imposta municipale unica le imprese nel 2014 pagheranno in media il 50,4 per cento in più rispetto al 2011, mentre per il Tributo sui servizi comunali il costo a carico degli imprenditori aumenterà del 52,8 per cento rispetto al 2011. Tra il 2011 e il 2014, inoltre, sempre secondo le stime, l’aumento medio annuo della tassazione immobiliare sulle imprese è stato del 14,8 per cento. “Incrementi decisamente non proporzionali con l’andamento negativo dei risultati aziendali provocati dalla crisi”, ha commentato Gauzzi. Tra il 2010 e il 2013, infatti, il fatturato delle imprese manifatturiere nazionali è diminuito dello 0,5 per cento, quello delle imprese di costruzioni è sceso del 9,4 per cento e per le aziende del commercio è calato dell’1,2 per cento.
“All’impatto dei nuovi tributi – ha fatto poi notare Gauzzi – si somma un paradosso contenuto nella legge di stabilità. L’incremento della tassazione derivante da Imu e Trise, infatti, finirà per annullare la diminuzione fiscale sul costo del lavoro a carico delle imprese, previsto nella manovra di finanza pubblica con la riduzione dei contributi non previdenziali e le detrazioni Irap per i nuovi assunti”. Quindi il segretario Gauzzi trae le conclusioni del prospetto messo sul tavolo da Confartigianato Imprese. “Nel gioco delle tre nuove tasse, ovvero Tari, Tasi e Trise – ha concluso Gauzzi – a rimetterci sono, ancora una volta, gli imprenditori. Il cambiamento di nome ai tributi nasconde un aumento della pressione fiscale, ancor più intollerabile se si considera che pesa sugli immobili produttivi che, per gli imprenditori, rappresentano strumenti di lavoro. Non è giusto che siano trattati alla stregua delle seconde case: i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perché sono la nostra prima casa”.




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